A tutto Est: in Giappone

giovedì 12 dicembre 2013

Urano: SALEKH

Amman, 1 dicembre 2013


Amman - LUMIX FZ28
Eppure Valentina lo aveva detto di prendere i taxi gialli, quelli ufficiali...li trovi appena esci sulla sinistra
Aeroporto Queen Alia, non so se mi spiego. Bello, grande pulito, in un paese senza guerra e con un Re che, chissà come, se li tiene buoni tutti quelli lì ai confini.
L’ultima volta Amman l’avevo vista solo in aeroporto, appunto. Tre anni fa, ci spesi 6 ore, in arrivo da Beirut e direzione Tel Aviv. Mi portarono anche in camerino per il controllo, pura formalità, una toccata di tette e una di cosce dalla poliziotta poi domanda su cosa avevo fatto in Libano e via libera. Ricordo che per ammazzare il tempo me ne andavo in giro per gates. Avevo visto Petra dall'alto durante l'atterraggio e giurai di tornarci a visitarla prima o poi. Al 4 partivano per gli Emirati Arabi e la sala d’attesa era nera di vestiti sintetici su donne appesantite da 'sto mondo di regole in cui sono nate. Di alcune si vedevano solo gli stecchetti degli occhiali, di altre manco quelli.
Stavolta invece è notte, non vedo niente sotto di me, avverto solo tanta voglia di toccare un letto, perché domani si va a Gerico e ieri ho dormito 4 ore.
Visto, soldi e via fuori.
Sono le 23.00 (ma lo saranno davvero o no? Mi incasinano i fusi orari e le ore legali e solari). Esco, vado a sinistra, mi assalgono i tassisti “taxi taxi” e i dico “how much?” Sparano alto, negozio, arrivo a 22 JOD (come mi aveva detto Valentina) mi mettono in mano una ricevuta già compilata e la mia valigia è già nel bagagliaio. 
Salekh, si chiama Salekh l’autista maiale che inchioda davanti ad una turista in minigonna che gli attraversa la strada, la segue con lo sguardo e, appoggiato al volante, esclama “Wallaaaah!” Io, che cercavo di dire in arabo dove andare - Salekh non parla inglese - invece entro in confusione e ho il vuoto, non credo ai miei occhi né alle mie orecchie. Ma così spudoratamente? Dove sono capitata? Ma questi non erano musulmani? E poi lavorano in aeroporto e, Cristo, abbasso il finestrino e il taxi non è giallo, è bianco. Cazzo! Non è ufficiale...Ma ormai ci sono. Chissà chi è questo. Ormai c’è, lui davanti, io dietro. Provo a distrarmi, penso al fuori, sento il medio oriente sotto le ruote, i primi odori e la stanchezza aumenta, di pari passo con l'eccitazione. Fuori è notte, le luci lontane di Amman, partono i pensieri che tuttavia non vanno molto lontano: arriverò in albergo, mangerò finalmente poi dormirò e domani prima in banca e poi al ponte di Allenby, dove mi “apriranno” un po’ come al solito, ma dopodiché sarò finalmente in Palestina, laddove voglio essere. E nel turbine di questi pensieri il tassista inchioda di nuovo, stavolta mi chiede se può caricare una donna, ancora? La povera è lì sotto una pensilina buia. Dico di sì, lui le dice sali, lei prima guarda dietro, vede me e poi sale. E’ palese che non si conoscano, è palese che Salekh ci stia provando. Quando un uomo fa il cretino con una donna, non c'è lingua che tenga e questo sta facendo il cretino.
Realizzo che a questo ancora non gli ho detto in che albergo accompagnarmi né il cerchio (Amman è fatta a cerchi!) cerco di ricomporre la frase in arabo, la dico e…pausa…PUAHAAHA…ridono, lui più di lei. Che te ridi? non lo so dire. Poi lui dice "scusa, ma che lingua è?" "Arabo fusha", rispondo, quello che mi insegna Issam, quello con cui potrò leggere Corano e Al Jazeera, ma che evidentemente non posso usare coi tassisti…
“Fusha? Wallah!” (Arabo ufficiale? Caspita!)
Mi sta oggettivamente prendendo per il culo, il cretino.
Al Qasr, AL Qasr Hotel. Non capisce. In effetti io dicevo (Al Qsar!) Shimsani...zona Shimsani.
Ride, ma capisce finalmente, molla la donna, le guarda il culo mentre scende dalla macchina, lei dice Khalas e scende. Khalas significa basta e finalmente arrivo e glielo dico pure io Khalas. Mi chiede la mancia, ma le indicazioni di Valentina dicono niente mancia ai tassisti…figuriamoci a quelli come te, aggiungo.
Allora scendo, mi da’ il suo numero di tel, prende la valigia, allunga la mano per stringere la mia, ma io faccio finta di niente, prendo la valigia, mi giro andando verso l'entrata dell'hotel. Poi mi sento una maleducata, insomma, manco in faccia l'ho guardato e mi giro: si sta grattando i coglioni e, stupito del mio tornare indietro verso di lui con lo sguardo, non trova di meglio da fare che mandarmi un bacio volante.
Bruniz me lo ha detto a Gerusalemme “Ma che vai da sola a mezzanotte ad Amman?”
Ma veramente Valentina….

Nessun commento:

Posta un commento