A tutto Est: in Giappone

19 feb 2023

Come mi è andata a gennaio

Orecchiette, puré di fave, carpaccio di baccalà (questo per la cronaca inventato dal padre ispirato dal mio racconto sul carpaccio di coccodrillo con pepe rosa mangiato in Botswana), foglie di ulivo in salsa di carciofi e arrosto al miele di castagno, entrambi fatti dal cugino chef. Il tutto con "qualche contorno" di rape pari-pari, cicorie cotte e crude, tortino di carciofi di patate e di ogni cosa che madre ritiene necessario alla goduria del palato (che poi lei guarda, mangiando riso in bianco e beandosi della nostra felicità). E per finire mozzarelle and related issues in ogni forma, dalla bufala alla vacca per sciacquarsi la bocca, sennò non vale.
fave e cicora di madre
Piazza Bonasoro tra spri(z)t e crep(e)s
E poi vini del sud e del nord e qualche aperitivo e serata con cocktail in nuovi bar trovati in piazza Bonasoro che fanno sprizt con la z prima della t e crepes con la e aggiunta per il rotto della cuffia, in compagnia di chi, nonostante gli anni che passano, è come se si riprendesse dalla risata dell’ultima volta, magari datata 2021. Poi finalmente la prima cena di classe, dopo 27 anni dalla maturità, dove la semplicità e il piacere di essere insieme l’hanno fatta da padrona. Deve essere l’età che avanza.

A lezione di trucco da Lara
E a proposito di retrouvailles, al rientro verso il nord, due soste importanti. La prima a San Marco Argentano, dove l’ultima volta era 10 anni fa, in piena crisi di coppia e Clé mi disse “lascialo perdere, peggio per lui”. Poi la crisi sanò e nel primo giorno di gennaio 2023 ci siamo ritrovati nel salotto di Clé e Ono, con tanto di rimproveri amorevoli “per tutto questo tempo senza vedersi” ma anche paccheri ai funghi, funghi fritti e rape e sazizza (perché Calabria è delicatessen). A Cosenza, se vi capita, ci sono le opere d’arte da Dali a Modigliani esposte lungo il corso principale, solo che erano incelofanate per via del concerto di capodanno. Con Lara abbiamo ripercorso le strada di Cosenza vecchia con quei dieci anni di più sul groppone che hanno anche il peso di un’amicizia-oltre-ogni-cosa. La sua nuova casa classic-post-moderna presto avrà le mie foto in bianco e nero, così quando le vedrà potrà dire “pisciu lei, in giro per il mondo”.

La sora Lella
A Roma una toccata e fuga per il tempo di un brindisi di un capodanno ritardato con altri amici importanti e di una foto della Sora Lella disegnata sui muri di Trastevere.
E questo è solo l'inizio dell’anno, tra Mesagne e Pisa, tra baci e abbracci e la voglia di fare le cose belle, come finire After life season 3 mentre Mic fa il pisolino sul divano dietro di me e ti senti a posto tuo.

In acqua al “bagno di befana" edizione 2023 (la prima dopo il COVID) abbiamo riunito proprio tutti, anche chi sulla traiettoria Mesagne-Vicenza ha fatto uno stop a ovest per un tuffo invernale e il rituale della pasta e ceci di Mic e del dolce di Elle, che è alla quarta edizione di crème caramel da sogno.

"Bagno di befana": prima e dopo.

Sono andata al mio dojo due volte. Una delle due è venuto Dem, una persona speciale da 30 anni. Di passaggio da Pisa, con la sua proverbiale discrezione è entrato in palestra e anche nell'intimo di una parte della mia vita che non aveva mai ancora visto da vicino. Non so se si renderà mai conto di quanto sia stato importante per me esserci così.

Aikido...

E poi il volo, dopo la notte a Firenze dalla sister, che saluto sempre per penultima, prima di passare ai controlli dei bagagli e il « fai ammodo, Gamena » di Mic.
Sul Parigi-Brazzaville abbiamo rischiato di non partire. Una donna incitava a un "soyez rebelles!" il gruppo di congolesi presenti per reagire all’estradizione di un compatriote africaine .

Quando ho messo piede a Ouesso ho ritrovato la casa vuota. Bodyguard ha dato le dimissioni. È tornata sul campo, come le piace. Peccato, ci eravamo trovate nei due differenti concetti di ordine militare e mediterraneo. Così siamo di nuovo io e Ous, io nella grande casa e lui nell'annexe. 

A Ouesso siamo nella courte saison sèche che è il periodo più bello dell’anno, dura fino a marzo. Il cielo è blu, la Sangha si ritira e ci possiamo fermare sui banchi di sabbia e passare la giornata durante i nostri giri con la Piroga che papa Modeste ci tiene lungo il fiume.
Stavolta eravamo in 10, per salutare Yorick che torna in occidente. Quei bei momenti che non si dimenticano. Yorick mi mancherà, lo so già. Per ora con me ho tutti i bei momenti condivisi e anche Nola, il cane che è tornato nella grande casa per un po' prima di andare a Bomassa.

Qui sotto c'è il video del rientro dalla gita in piroga. La canzone non l’ho messa io, giuro. È Ous che la adora. L’ha messa in loop durante tutta la gita.


Ci vediamo a Marzo!