A tutto Est: in Giappone

martedì 20 agosto 2013

ho incontrato un equilibrista


...che lo fa con le pietre le assembla, le incastra, ne appoggia i pezzi considerando l’aria, la terra e l’acqua.
Lo possiamo chiamare scultore allora?
Li trovi ovunque, non lasciano firma, solo le opere in segno del loro passare.
Pare che si possano aggiungere altre pietre alle vecchie, se ne sei capace.
Se le guardi, quelle opere sono il risultato di un’azione lenta e riflessiva che lascia la sensazione della paziente ricerca di un equilibrio che è precario, ma ci può essere. In ogni pietra vedo lo sforzo e la concentrazione di chi, ricurvo, può passarci anche ore su soli due pezzi.

Io, ne ho incontrato uno di persona in Corsica e spero non me ne abbia se gli ho dato un volto.
 




Porto, giugno 2013 - Pentax MX - lomo XPro 100

dall'album un pied en corse