A tutto Est: in Giappone

sabato 16 febbraio 2013

Notizie da Urano

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Il sogno di Vani
Accettavi la proposta di S. di andare su URANO con una navicella spaziale. Tempo per andare: 2 anni. Solo voi due. Ti parlo e interagisco con te mentre stai già sulla navicella (tipo un missile per andare sulla luna), quindi in procinto di partire (la solita ansia dei sogni). Mi affidi qualcosa dell'Aikido (una bottiglia con un collo lunghissimo, vetro blu scuro, con decorazioni dorate giapponesi, che a me cadrà poco dopo, perché era in bilico sopra un suolo sconnesso, ma tu eri già via o comunque non potevamo comunicare).  Io faccio una corsa affannosa perché non potevi partire senza la cosa più importante: un diario. Te lo procuro e riesco a passartelo. Ora mi sento meglio. 
S. ovviamente, pilotava la navicella, si era procurata i soldi per comprarla e aveva ottenuto la patente. Mi spiegavi anche perché avevi deciso di andare e io cercavo di convincerti che tu ami la vita sociale e Urano è deserto e oltretutto due anni di quasi isolamento sulla navicella...(solo per andare)....però tu avevi le tue ragioni per andare, che non ricordo.

Io dico che Vani ha ragione a pensarmi in luoghi riconducibili ai pianeti. 
Sono a Ramallah, in Cisgiordania, un luogo che non è quello che ci fanno vedere. Sono solo 4 le ore di volo che separano l'Italia dalla Palestina, ma quello che trovi qui è davvero un altro pianeta. E ciò che lo rende tale è che è identico ai nostri luoghi, spiccicato: basta essere andati almeno una volta in sicilia, in puglia, in calabria, in campania, ve lo giuro! E' un posto testardo, sempre pieno di gente in strada, stanno in gruppo, parlano assai, la cosa semplice la incasinano, sopportano, è ingarbugliato, è fiero, è pieno di dignità, tradizioni cibi, costumi, religioni e saperi. Però è occupato, sorvolato, controllato, guardato e regolato da molta più gente con un sacco di saperi, doveri, costumi, cibi, testardaggine...ma con modalità e agire che non c'entrano niente di niente di niente.
Ma qui sanno sopportare, ci sanno convivere con la tensione, non mollano, monta anche la rabbia certo, quella che solo loro sanno avere e parlano parlano e parlano e guardano negli occhi sempre e per quanto possibile sinni fricano -come direbbero Carmine Abate e Lara- dei limiti dentro i quali vivono e prendono, usano, conumano e si godono quelo che hanno. Così, vivono lo stesso. 
L'insieme di queste due cose, fa di questo posto un altro pianeta?
Nell'immaginario notturno di Vani, mi sa.

Poi si sa, il bello dei sogni è che possono diventare qualunque cosa.
Lumix FZ28
Kobar, Palestine





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