A tutto Est: in Giappone

martedì 2 ottobre 2012

E' stato il figlio

Brindisi, Lumix FZ27

E' stato il figlio?
E’ stato lui o sono stati tutti?
La domanda mi è venuta in mente alla fine del film.
Sì, perché una pallottola colpisce il figlio per regolare dei conti e in fondo chi sia stato poi poco importa davvero. Forse è stato proprio lo Stato che, infatti, paga…e il resto ve lo vedete perché vale la pena vedere questo spaccato di vita così carico di dettagli.

Fabio Marini, location manager
Polaroid Land 210
Un giorno di giugno del 2011 chiamo F:
Mi fai venire sul set?...Ok, alle 14.00 alla Commenda".
La Commenda è un quartiere di Brindisi molto conosciuto. Alcune scene del film sono state girate lì, come se fosse Palermo. Non ho capito perché, c’è chi dice che non hanno ottenuto i permessi, altri che costa meno, per me meglio, così posso essere qui.
La Commenda è perfetta, penso.
Fa caldo, è piena furora, sono quindi in quel paio d'ore pomeridiane in cui i paesi sono immersi nel silenzio, ore di grande valenza affettiva e sociale: si dorme, si sta con la famiglia, si fa l’amore, si legge, si prende il caffè al bar.
Parcheggio e capisco subito che sono nel posto giusto: cartelli posticci, nastri di lavoro-in-corso, il carrello per la camera da presa, il muso di una macchina contro un palo della luce e un cumulo di gente intorno ad altra gente, chi va, chi viene, l’uomo del ciak. “E’ stat…” non riesco a leggere “E’ stato il fi…” Ah! Si “è stato il figlio” ecco il titolo intero!

Un curioso mi si avvicina e mi chiede “cc’è cummedia eti?
Gli spiego che più che una commedia, forse, da quello che ho capito, sarà una tragedia. Mi guarda male e se ne va. Non c’ha creduto?

Guardo a lungo Ciprì e mi appare fisicamente molto serio senza Maresco.

Due donne con la busta della spesa si avvicinano sottobraccio, sono titubanti. Io sono in prima linea, mi vengono accanto, guardano, non commentano, ascoltano, stanno ferme, immobili, ritte, protese in avanti, lo sento che con un niente diranno quello che pensano, gli occhi parlano, sono spalancati e escono da una fronte che reagisce ad ogni stimolo esterno, la lingua tiene ancora...non vogliono fare la fine del signore che è stato allontananto “a forza”...si vede, ci siamo...

Pircé 'ndama stari citti? Questa starda loru eti?
Non so se è una domanda in realtà, ma dico che la strada è di tutti, stanno girando un film, “sta fatìunu”.
Ah mbè, mbè”, annuiscono...qualcuno le allontana dicendo di fare piano perché stanno girando e così, irresistibilemente sentenziano: “sì, ca poi, sempre cussì fannu, venunu, ndi fottunu li sordi e si ni vannu!

Al di là del contenuto, adoro i commenti estemporanei, la gente che in pochi attimi osserva, elabora e sputa i pensieri.

Scambio occhiate con F che lì dentro ci lavora proprio, mi dice che Ciprì è un ottimo fotografo e vuole mostrargli la mia polaroid, ma mi vergogno e poi sta lavorando con uno che sembra il cugino di Scamarcio, ecco, ciak-si-gira di nuovo.

Mi allontano e stavolta un signore mi dice “Ma eti osci ca recita Raul Bova?
Fabio Marini, location manager - (foto di D.A.)

 

 

è stato il figlio è tratto dall'omonimo libro di Roberto Alajmo


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