A tutto Est: in Giappone

venerdì 6 giugno 2014

maratona: tema 2

31 maggio 2014. Come ogni anno la maratona di Imago: 4 temi ogni 3 ore.
Nel 2012 l’ho fatta a Parigi, nel 2013 mezza a Pisa, mezza a Viareggio.
Quest’anno la faccio qui, a Mesagne e dintorni con la Yashica MAT124G
La maratona fotografica si fa in 12 ore. Qui ho più tempo.
A pensarci su, la parola maratona è perfetta per riassumere questo stare qui.
Maratona, costanza, mantenimento, correre, tempo...
Sì, è lei.

ore 12:00 - Tema n.2: l’arte messa al muro
Alle 10.00 sono con quelli di Mesagne bene comune, la nuova lista civica locale. Ci portano in giro per il centro storico per assegnare il premio "Attila flagello di Dio" al Comune di Mesagne come denuncia alla mancata tutela e valorizzazione di tesori occultati. Il tesoro più occultato è la chiesa di SS Salvatore. Non si vede perché la chiesa è murata e intonacata in pieno centro storico. E’ davanti all’ex Cassa di Risparmio. E' vicino la porta piccola, dove abitavo e ci sono passata per anni per andare a scuola a piedi e anche in vespa con Lilli. Passando di lì "tagliavo" per andare in villa, dove ci incontravamo e ci mettevo 8 minuti esatti camminando veloce, perché negli anni '90 il centro storico era ancora agitato. Forse è per questo che non mi sono mai accorta di quel muro bianco, piuttosto quella Cassa di Risparmio dismessa, ma quando la aggiustano? Questo me lo chiedo ancora adesso. Dentro quel muro non c’è una casa disabitata, ma una chiesa medioevale con affreschi bizantini, topi e piccioni. Fuori, una finestra murata e una persiana finta, accanto alla quale, un portone chiuso, di quelli ad arco grandi grandi. La bandiera con la faccia di Abatantuono ci sta proprio bene.
Passato vicolo dei Resta, verso la porta nuova c’è via Capodieci, una delle mie preferite, strettissima, bianca ovunque, intonacata tipo Grecia e con le chianche vere a terra. Mi sa che là ci stava Chicchino, il nostro amico scultore, musicista-ad-orecchio, contadino, nonno adottivo di mio fratello, innamorato delle cugine zitelle di mia nonna, che andava in bicicletta fischiando e cantando, sempre allegro, che a stento sapeva scrivere il suo nome, che poi è morto a Como dal figlio. Lontano dalla sua Mesagne, peggio non poteva succedergli. Già, quando parte lo stream of consciuosness parte! In via Capodieci ci sono le case torri con le sottane e le soprane. Franco, la nostra guida, sa tutto. A Chicchino sarebbe piaciuto, anzi sicuramente si conoscevano. Per pensare a lui mi sono persa l’inizio del racconto e ho capito solo che nelle sottane si lavorava e nelle soprane si viveva. AL mi dirà il giorno dopo che nelle sottane si prostituivano. Non fa una piega. Tutto è bianco e tutto è anche scarabocchiato, dentro e fuori colorato di pennarelli, pedate, manifesti staccati male. Chiedo ad And&Rin di mettersi uno difronte all’altra con il cane e di guardarsi intensamente negli occhi. Decido che quello scatto lo ruberò al rullo della maratona, ma l’ovvietà di quella scena m’intriga. Il muro è dietro e il tema viene rappresentato prima ancora della sua uscita, perché sono ancora le 11:00 e il tema uscirà alle 12:00. Alla fine del giro, abbiamo tutti fame è ora di pranzo e scopro che quello di oggi è il terzo degli incontri-denuncia di Mesagne bene comune, chiedo quali siano stati gli altri 2 e mi rispondono “la visita a Muro Tenente e a Muro Maurizio”.
Abbasso lo sguardo e mi beo di questa magia, mi sento ancora nel posto giusto.
padella-phone

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