A tutto Est: in Giappone

20 ago 2013

ho incontrato un equilibrista


...che lo fa con le pietre le assembla, le incastra, ne appoggia i pezzi considerando l’aria, la terra e l’acqua.
Lo possiamo chiamare scultore allora?
Li trovi ovunque, non lasciano firma, solo le opere in segno del loro passare.
Pare che si possano aggiungere altre pietre alle vecchie, se ne sei capace.
Se le guardi, quelle opere sono il risultato di un’azione lenta e riflessiva che lascia la sensazione della paziente ricerca di un equilibrio che è precario, ma ci può essere. In ogni pietra vedo lo sforzo e la concentrazione di chi, ricurvo, può passarci anche ore su soli due pezzi.

Io, ne ho incontrato uno di persona in Corsica e spero non me ne abbia se gli ho dato un volto.
 




Porto, giugno 2013 - Pentax MX - lomo XPro 100

dall'album un pied en corse

9 ago 2013

camera aperta: lo spazio di Arrogance


Difficile pubblicare il dolore. 
E'un incrocio di mani questo amore (citaz.)




C                  F       G
It's not a cry that you hear at night
     Am                 F
It's not somebody who's seen the light
       G               Em          Am
It's a cold and it's a broken hallelujah  
     F           Am          F           C    G   C
Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelu-u-u-u-jah ....

1 ago 2013

sparisco per un po': problemi tecnici di immagine...

signori,
sono sparite tutte le immagini, non capisco come mai, quindi nell'attesa vi lascio.
camera e sud senza "camera" non sta in piedi...
se avete consigli, sono i benvenuti!

31 lug 2013

camera aperta: Arrogance non si è perso

Notizie dal Kurdistan iracheno l' Iraq - sul tetto

Pensavo/amo di averlo già perso. Invece Arrogance ci manda due istantanee da Erbil Baghdad, immagino fatte con la sua xolaroid. Non lo specifica, io non chiedo e colgo l'istante anche io:

La vista del tetro ministero del petrolio iracheno: quel tramonto fotografato due settimane fa era ancora più pregnante di significato. Significava infatti iftar, la fine del digiuno giornaliero, e si sentiva nell'aria incandescente (44 °C) la tensione dei digiunanti (uno ce l'avevo in casa, il mio collega giordano). Ero sul tetto come al solito, a suonare la mia chitarra: una sensazione unica, lo assicuro.


Baghdad

upcoming generations

29 lug 2013

Le Muddhriche di Mino


eccolo, è uscito, il terzo album di Mino de Santis.
Lo aspettavo, lo aspettavamo, si chiama Muddhriche (ULULATI/Lupo Editore)
Come le molliche di Pollicino, lascia traccia di sé all'ascoltatore.
C'è posto per tutti tra queste muddhriche, anche se le lascia tra la terra rossa salentina.

In questo album le tracce sono 11 e Mino non si smentisce manco a sta fiata -al terzo album- nel saper raccontare, disegnare e fotografare con un fortissimo potere evocativo.
Io vi consiglio di cominciare da "porta verde", poi me lo dite se non ci siete entrati davvero nella casa della nunna.
Del resto avrò occasione di parlare
ancora sto studiando...

Di "pezzenti" hanno fatto un video
ULULATI/Lupo Editore
Una produzione ZERO PROJECT in collaborazione con FANFARA FILM
Starring ALESSANDRO HABER
feat. NANDU POPU
ENDESHO (Giovanni De Sentis) 
scritto e diretto da GIANNI DE BLASI



18 lug 2013

cose di famiglia e di orologi

mi sa che era la Ricoh dei miei
Come Acidella, anche la cbp è tornata tra le trame del web! Alè! Con la differenza che con la cbp condivido anche una rete non virtuale (...mmmh...mi sa che "le reti" diventerà un'altra delle rubriche della colonna a destra del blog)
In uno dei suoi nuovi post freschi freschi c'è un racconto che si chiama Tempo e parla del primo orologio che ha posseduto. Avrei voluto commentare, ma mi è scappato un breve post-pensiero.

Cara cbp (come ai vecchi tempi d'altronde),
Il mio primo orologio lo ricevetti alla comunione, me lo regalò nonna Luigia. Lo comprai senza di lei, perché lei viveva a Mesagne e io, ai tempi, a Matera. Mi diede i soldi e mi disse "comprati il tuo primo orologio". Quando glielo mostrai scosse la testa, perché avevo scelto quello col videogioco, lei probabilmente avrebbe voluto che fosse di quelli da femmina, il tipico regalo-che-resta, ma si vede che conosceva sua nipote (11 anni sono tanti) e disse che era il regalo che volevo e che quindi andava bene. Ce l'ho ancora conservato, anche perché è stato il suo ultimo regalo-che-resta, andò via poco dopo.

6 lug 2013

a proposito di reti



questa è quella dei pescatori di Marta (Viterbo) sul lago di Bolsena, Maggio 2013
CONTAFLEX SUPER BC - 400TX Kodak

2 lug 2013

reti virtuali



2011 - Giens, France - YASHICA MAT124

…che bello quando sparisci per un po’ dal web, poi rientri, apri i link dei tuoi amici virtuali e scopri che chi aveva annunciato di lasciare la rete poi invece ci ha ripensato!
Acidella non ha abbandonato il suo blog!
E chi è Acidella? Una nuova amica virtuale mai vista di persona, ma so da dove viene (da dove vengo io), ho presente la casa in cui ha studiato per gli esami di maturità (è di fronte a quella in cui sono cresciuti nonna, mamma e un po’ anche io), leggo che ama leggere (soprattutto murakami, come me!) che ascolta vinicio capossela in bicicletta o a piedi, non ricordo, in movimento insomma (io in macchina e in vespa) non so se conosce mino de santis però..., ma soprattutto so che mi piace il suo modo di scrivere e descrivere, molto intimo e con quei dettagli su quelle cose e quei luoghi che riconosco tutti tutti perché “miei”, “suoi” e “loro” e che passano comunque a chi non li conosce o non li ha visti né toccati.
Acidella me l’ha trovata un amico toscano che a pasqua mi sente dire sempre “bona pasca e quiscti so’ l’ovi”  e mi fa “c’è una sulweb che parla come te”.

Insomma, evviva Acidella di nuovo tra le trame della rete!

20 giu 2013

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Dal 20 al 22 giugno 2013
Museo Storico della città di Lecce
orari apertura Museo 10.00-13.30/14.30-19.30
ingresso gratuito

self-portrait

"...my gaze exists only through the simulacrum of the photo that has been seen by someone else. That gaze makes me happy and induces the images to come to life inside me."



23 mag 2013

per questo mi chiamo Giovanni


Lumix FZ28

Questa è Linosa, c’ero a fine settembre del 2006, ci arrivai con l’aliscafo da Porto Empedocle dove notai che il nome di “Vigata” compariva sul cartello di benvenuto.
Linosa è bellissima, piccola, colorata, tranquilla, 4 cognomi, 4 famiglie. Il giro in barca di tutta l’isola te lo fai in una giornata, con molta calma e fermandoti nelle calette. In bicicletta il giro lo fai in 2 ore, con molta calma a osservare i campi di lenticchie coi ficupaletta che fanno da frangivento. Scopriamo che a Linosa non si mangia pesce, ma che la lenticchia appunto è il piatto tipico locale. Però se dici ad un pescatore di farti un po’ di pesce, te lo pesca. Il cellulare non prende, al massimo ti compare l’operatore della Tunisia, così se vuoi telefonare devi andare al supermercato e usare il telefono a pagamento. A Linosa c’è un solo albergo, il Linoikos, gestito da un agrigentino. Anche a ferragosto dicono che sia tranquilla, perché i turisti preferiscono Lampedusa coi locali e le discotece. A Linosa nel 2006 c’era solo un wine bar, frequentato soprattutto dagli stranieri-residenti del centro di recupero delle tartarughe  a cui pochi giorni fa hanno dato fuoco (ma questa è un'altra storia). Un paio di volte l’anno agli abitanti viene portata la benzina e il gasolio per le machine a motore. Incredibilmente, in un posto così piccolo, c’è la zona in cui si sta d’inverno e quella in cui si villeggia d’estate. Infatti, i linosani d’estate possono andare anche solo 500 mt più in là nella casina di campagna a coltivare le lenticchie.
Il giorno prima della partenza arriva un’ondata di maltempo. Ci dicono che non si può partire. La nave che normalmente arriva da Lampedusa con molta probabilità non riuscirà ad attraccare. Noi sotto sotto siamo felici, restare lì è magico, anche con le onde alte. In albergo c’è una piccolo biblioteca e tra i libri ce n’è uno che si chiama "Per questo mi chiamo Giovanni" di Luigi Garlando. Lo legge prima il mio compagno, lo divora in 2 ore, dice che è bellissimo. Poi lo leggo io e gli dico che è vero, è bellissimo, da brividi alla schiena.

Un giorno il padre di Giovanni comunica al figlio che quel giorno lui non andrà a scuola. Giovanni non capisce e si stupisce (quando mai un padre dice ad un figlio di non andare a scuola). Il padre gli dice che quel giorno andranno in giro per Palermo e camminando gli racconterà una storia, quella del suo nome, Giovanni e quella dei piedi bruciati del suo scimpanzé di pelouche.

Giovanni si chiama così in onore di Giovanni Falcone, a cui oggi mando il mio pensiero, come molti altri italiani che hanno la fortuna di poter dire che sono italiani come lo è stato lui.

non sono riuscita a capire chi abbia scattato questa foto, vorrei dirgli che è bellissima



Toh! Ciao Giovanni!
Ma tu lo vedi che fatica facciamo a portare avanti il tuo lavoro?
Lo vedi??

19 mag 2013

a melissa


A te, Melissa, che un anno fa sei scoppiata, mentre il mondo continuava.

Holga CFN120, Lomo red scale 120
Io festeggiavo i 50 anni di Jovack, eravamo felici tra italiani e tedeschi, tutti in una festa.
Poi quello squillo alle 9.00 del mattino. Accampata e dormiente nella tenda, rispondo e mio padre mi dice "prima che tu lo sappia dalla TV...oggi è scoppiata una bomba alla Morvillo-Falcone di Brindisi, proprio mentre dal pullman scendevano le ragazze di Mesagne". E allora ho detto "nooo" e sono sgusciata dal sacco a pelo, per sentire meglio la voce di papà e l'aria che dovevo respirare. Ho pensato subito alla data, era il 19 maggio e dopo qualche giorno avremmo ricordato Falcone ('che ogni anno io gli mando un pensiero a quell'altro scoppiato) e che anche Borsellino era scoppiato di 19, anche se di Luglio. Ma che c'entrava? Mica era stata la SCU ad aver fatto scoppiare la bomba? E mio padre parlava e io pensavo a chi, perché, come, se...e anche a chissà quanti altri Paesi stavano scoppiando tra le bombe allo stesso momento e fatto i morti. E così dopo che ho salutato papà sono corsa fuori a raccontare, chi faceva colazione, chi il bagno in piscina, chi dormiva e tutti si sono fermati a dire "nooo" e a fare ipotesi e dire la loro e poi sono cominciati gli sms e le telefonate di solidarietà per una mia compaesana, corregionale, che poi il sud è sud tutto insieme, il nord tutto nord, il centro idem e l'Italia è tutta intera nelle disgrazie. E io non ci potevo credere che si ricominciava con le bombe a Brindisi, che uno di Brindisi lo sa bene che significa una bomba che scoppia e ti riporta agli anni 90...

Poi la festa è andata avanti e Melissa è morta, è morta da un anno.
Così qui la immagino alla festa che mi sono rovinata, ma che adesso mi voglio vivere con Melissa tra i fiori e i profumi e gli splash dell'acqua in piscina.
Per poco, perché poi piovve quel giorno.

Fujica STX 1 - Lomo Xpro dall'abum "19 maggio 2012"


QUI come la ricorda acidella.


18 mag 2013

XI Maratona fotografica 2013


a Pisa e a Viareggio


(Leica IIB, Kodak TX400)


Tema1: natura ribelle
Tema 2: Blow up
Tema 3: provocami 
Tema 4: tu sei la mia città

6 mag 2013

camera aperta: Arrogance dal Kurdistan

Notizie dal Kurdistan iracheno 

la cittadella
ristorante "da Farouq"

il commerciante di vestiti
Fraydun e Mr Murthada

l'acquario con metafora

Abbiamo un nuovo ospite, si chiama Arrogance
Ho insistito io perché entrasse in camera aperta. Arrogance viaggia per lavoro attraverso gente e luoghi remoti. Circa una volta al mese va nel Kurdistan iracheno portando con sé la sua xolaroid… 

Dove sei?
Adesso? A Erbil, è una delle tre province dell’Iraq a maggioranza curda. Queste province vivono sotto uno statuto speciale, insieme fanno una regione tutta curda. Sto mangiando al ristorante "Farouq" dopo aver fatto un bel giro in "cittadella".

E che è?
La Cittadella? Ma come! E' patrimonio dell'Unesco!!! (mi sa...) è il centro storico di Erbil che si affaccia sulla piazza moderna (che è tamarrissima, così tamarra che è bella). Vedessi il suk. E vedessi da chi ho comprato i pantaloni curdi. Lo so che vuoi che ti dica il suo nome, ma non lo so, già è tanto che sia riuscito a barattare questa xolaroid di primo piano con pellicola tirata a 4250, si dice così, no?
Non proprio, ma va bene lo stesso.

Con chi sei?
Sono con Mr Murthada e Fraydun. Fraydun è l’autista di Mr Murthada, vengono entrambi da Suleymania, la seconda città del Kurdistan iracheno. Mr Murthada (arabo) è un ingegnere idraulico che ha lavorato 35 anni al Ministero delle risorse idriche di Baghdad, ma dal 2005 è dovuto andare a vivere a Suleymania altrimenti a Baghdad lo accoppano. Anche Fraydun (curdo) viene da Suleymania ed è l’autista di Mr Murthada.
Mr Murthada mi aiuta quando vengo da queste parti, mi da’ una mano ad organizzare gli incontri con le autorità locali. Mr Murthada nel tempo libero è un pittore, dipinge quadri nella notte, aiutandosi con pinte di birra e sottofondo musicale molto variegato. Ha una sensibilità artistica e balbetta paurosamente, soprattutto quando parla al telefono. E' molto gentile.

Si mangia bene da Farouq?
Sì, abbastanza. Ma quello che voglio dirti è che poi sono andato in bagno e ho visto un acquario, ho preso la xolaroid e ho fatto 4 foto. Una di queste te la do', mi dice qualcosa, mi sa che è una metafora di qualcosa, ma non capisco ancora bene cosa, si manifesterà. 

Ce lo dirai quando accadrà?
Forse. 

Con Arrogance bisogna andarci piano, se si sente troppo coinvolto, poi ci molla.

25 apr 2013

25 aprile 2013

Maratona dei popoli
ingredienti:
popolo
banda
taralli
frise
pomodori
volontà
bella ciao
 
 

23 apr 2013

prove di luce

quando decide che non deve entrare:







quando decide che deve entrare:






a Marrakech 
con la yashica electro 35GT